Siamo le aspiranti madri più vecchie del mondo occidentale

mamma.jpg

Il 33,7% delle donne che si rivolgono alla fecondazione assistita ha più di 40 anni, in Europa ed Usa sono tutte più giovani. I dati al convegno sulla legge 40 organizzato dall’associazione Coscioni che chiede la cancellazione dell’ultimo divieto: quello di utilizzare gli embrioni per la ricerca scientifica. L’appoggio del ministro Fedeli: “La politica deve riflettere, non può essere che siano i giudici a modificare poco per volta le leggi. Dobbiamo porci il problema di che cosa facciamo di fronte a persone che vivono certe situazioni”

Siamo le aspiranti madri più vecchie del mondo occidentale: d’Europa e d’America. Il 33.7% delle italiane che accedono ai trattamenti per la fecondazione in vitro ha più di 40 anni. E’ questo uno dei dati emersi che fotografano l’Italia della crescita zero, raccontati da Giulia Scaravelli, responsabile del Registro Nazionale della procreazione medicalmente assistita.

Ne ha parlato al convegno: “A dodici anni dal referendum della legge 40: gli ultimi divieti da cancellare”, organizzato dall’Associazione Luca Coscioni che punta il dito sull’unico divieto che resta dopo 3 cancellati dalla corte costituzionale,  38 procedimenti giudiziari, decine di sentenze: quello di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica.

“Attualmente gli embrioni non idonei per una gravidanza che non possono essere traferiti in utero per non danneggiare la salute della donna sono crioconservati presso i centri di procreazione medicalmente assistita senza alcuna destinazione poiché la legge 40 del 2004 ne vieta la distruzione e l’uso per la ricerca scientifica.  Lasciare inutilizzata e destinata, nel tempo, alla distruzione in azoto liquido una simile riserva di potenziali informazioni rappresenta non solo uno spreco ma un’amara e ingiusta risposta alle migliaia di persone malate che soffrono aspettando che la ricerca fornisca loro una cura”. Così dicono all’associazione Coscioni da anni in prima fila a furia di ricorsi, tutti vinti, contro i limiti imposti dalla legge quaranta, fatta a volte senza ascoltare i consigli dei medici, di chi il dramma della fecondazione assistita lo conosce davvero.

“La politica deve riflettere, non può essere che siano i giudici a modificare poco per volta le leggi. Dobbiamo porci il problema di che cosa facciamo di fronte a persone che vivono certe situazioni. Troppo spesso il tema è ‘perché c’è questo divieto? Perché invece non c’è un’opportunità? Bisogna mettere al centro la ragione del ‘perché si””. Lo ha affermato la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, nel corso del convegno al Senato.

Tornando alle aspiranti madri italiche, così più vecchie del resto del mondo, il motivo per cui nel nostro paese si cerca aiuto della scienza più tardi che altrove per avere figli, è chiaro per la  professoressa Scaravelli.

“Si arriva così tardi ai trattamenti perché in Italia la media dei concepimenti spontanei avviene intorno ai 37-38 anni della donna. Di conseguenza, quando i tentativi vanno a vuoto e la coppia inizia il percorso per affrontare il mancato arrivo di un figlio, la mamma in pectore è già avanti con gli anni. Anche l’età del maschio incide notevolmente, ha sottolineato, poiché con l’età – come dimostrano diverse ricerche – è sia più difficile concepire, sia più pericoloso per il bambino che nascerà, poiché l’età avanzata del padre incide sull’insorgere di malattie come l’autismo”.

di CATERINA PASOLINI

La Redazione di FIV Italia Blog ha tratto per voi da “repubblica.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...