Fecondazione eterologa: che cos’è e come funziona

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La procreazione medicalmente assistita prevede alcune tecniche di inseminazione intrauterina (o artificiale). Questa comporta l’iniezione artificiale dello sperma preparato, più o meno all’epoca dell’ovulazione, nella cavità uterina. Questo sperma può provenire da un coniuge o un donatore. Come funziona? Nella maggior parte dei casi, l’ovulazione è controllata dalla stimolazione/attivazione ovarica. Circa 36 ore dopo l’induzione dell’ovulazione, verrà effettuata l’inseminazione intrauterina di una piccola quantità di sperma preparato. Proprio nel caso in cui lo sperma provenga da un donatore si parla di fecondazione eterologa.

Eterologa

Il ricorso alle tecniche di procreazione assistita di tipo eterologo è disciplinato dalla legge. Proprio una sentenza della Corte Costituzionale del 2014 (la n. 162) definisce i limiti e le regole. Infatti il ricorso alle tecniche di tipo eterologo può avvenire esclusivamente nel caso in cui sia stata accertata l’esistenza di una patologia. In questo caso si tratta esattamente di condizioni che siano causa irreversibili di infertilità e sterilità assolute. Naturalmente, il ricorso a queste tecniche deve avvenire nel momento in cui sia impossibile utilizzare altri metodi terapeutici efficaci.

Fecondazione assistita

Il termine procreazione assistita comprende tutti i metodi o le tecniche basate sulla manipolazione delle cellule riproduttive (gameti). Queste consentiranno alle coppie infertili di concepire un bambino. Le leggi italiane trattano questa tematica. Nello specifico la normativa 40 del 2004 governa queste tecniche.

Quali sono le funzioni della PMA? La lotta contro l’infertilità o la sterilità, impedire la trasmissione a un bambino di una grave malattia, soddisfare il bisogno di genitorialità. La PMA può essere utilizzato anche per compensare l’effetto della menopausa nel contesto della menopausa precoce.

Quali sono i principi delle diverse tecniche? Innanzi tutto, il rapporto sessuale programmato: il monitoraggio ormonale (di solito per test di urina) può rilevare l’ovulazione imminente. Ciò consente alla coppia di avere rapporti sessuali al momento della massima fertilità.

Esistono tecniche di ovulazione indotta. Un trattamento di stimolazione ormonale e un’attivazione forzata da un’unica iniezione di ormoni (HCG) possono migliorare la qualità dell’ovulazione. Ciò comporta l’aumento del numero di ovociti.

Esiste la fertilizzazione eseguita in laboratorio, cioè al di fuori del tratto genitale femminile, poi sarà trasferito l’embrione nel corpo materno. L’obiettivo della FIVET è quello di riprodurre in laboratorio le prime fasi dello sviluppo degli embrioni.

Oltre la FIVET, che è la più comune tecnica di fecondazione secondo i dati statistici Cedap del 2014, esiste anche la ICSI. La ICSI è l’iniezione spermatica intra-citoplasmatica. Come cita il nome, questa tecnica è l’iniezione dello sperma direttamente nel citoplasma dell’ovocita, seguita da trasferimento degli embrioni nel grembo materno. Lo scopo della ICSI è quello di cortocircuitare le fasi della fecondazione.

La Redazione di FIV Italia Blog ha tratto per voi da “passionemamma.it

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