Rischio malattia per i nati sottopeso: la correlazione è genetica

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l rischio di sviluppare da adulti il diabete di tipo 2 o una patologia coronarica è maggiore nei soggetti con un peso alla nascita inferiore alla norma. Lo ha stabilito un nuovo studio, condotto su quasi 154.000 profili genomici, chiarendo inoltre che il peso del feto è controllato da fattori genetici più che dalle condizioni incontrate nell’ambiente uterino

E’ noto da tempo che i bambini che nascono con un peso inferiore alla media hanno un maggior rischio di ammalarsi da adulti, ma finora era stato ipotizzato che l’associazione fosse dovuta all’ambiente uterino. In altre parole, si riteneva che alcune condizioni, soprattutto nutrizionali, incontrate dal feto durante lo sviluppo potessero lasciare un’impronta sull’organismo, rendendolo più esposto alle malattie.

Un nuovo articolo pubblicato sulla rivista “Nature” da Mark McCarthy dell’Università di Oxford, nel Regno Unito, e colleghi di un’ampia collaborazione internazionale, ha ora ridimensionato l’importanza delle condizioni ambientali.

Lo studio ha infatti concluso che una parte notevole – fino a un sesto – della variabilità del peso alla nascita è controllata da differenze genetiche. Per confronto, si stima che la parte di questa variabilità dovuta a fattori ambientali – per esempio, al fatto che la madre abbia fumato in gravidanza, o al suo indice di massa corporea prima della gravidanza – è di sette-otto volte inferiore.

McCarthy e colleghi hanno confrontato i dati di 37 studi genetici, per un totale di quasi 154.000 soggetti di diverse origini: europei, afroamericani, cinesi, filippini, surinamesi, turchi e marocchini.

Hanno così identificato 60 regioni genomiche in cui il genotipo fetale è associato al peso alla nascita, molte delle quali finora sconosciute. Lo studio più approfondito di queste associazioni genetiche ha poi rivelato che esiste una correlazione inversa tra peso alla nascita e rischio di sviluppare da adulti patologie come il diabete di tipo 2 o una patologia coronarica: il rischio cioè è tanto più elevato quanto più è basso il peso.

“Questo studio rivela in che modo piccole differenze genetiche tra individui possano avere complessivamente un effetto notevole sul peso alla nascita, e in che modo queste differenze siano spesso legate a problemi di salute nelle età successive”, ha commentato Rachel Freathy, tra gli autori dello studio. “Il peso alla nascita è influenzato da diversi fattori: il patrimonio genetico del bambino e dei suoi genitori, lo stato nutrizionale del feto e le condizioni complessive fornite dalla madre; ora abbiamo una visione più dettagliata del modo in cui questi elementi genetici e ambientali entrano in sinergia per influenzare le prime fasi di crescita e la successiva malattia”.
Il completamento naturale della ricerca, come ha sottolineato Momoko Horikoshi, ricercatore dell’Università di Oxford e primo firmatario dell’articolo, sarà chiarire in che modo i profili genetici della madre e del nascituro interagiscano per modificare il peso alla nascita del bambino e il suo successivo rischio di malattia.

La Redazione di FIV Italia Blog ha tratto per voi da “lescienze.it”

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