La malattia in gravidanza: come affrontarla?

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La malattia in gravidanza può essere un problema. Ci possono essere cardiopatie, ipertensione, diabete, epilessia, ma anche tumori, malattie autoimmuni, disfunzioni tiroidee.

Lo stato di gravidanza, spesso, accentua la sintomatologia ma, se non eccezionalmente, non impedisce la  regolare crescita del feto e il mantenimento del suo benessere, a patto che ci si affidi al controllo di specialisti, medici e ostetriche. Per questo motivo, all’ospedale Del Ponte è attivo l’ambulatorio della “gravidanza patologica”. Si tratta di un servizio di assistenza che offre visite, esami e consulti alle donne, con tempi e frequenze diverse rispetto alle gravidanze fisiologiche.

L’appuntamento in questo caso si prende direttamente all’ottagono, la trafila è identica: occorre l’impegnativa del medico curante che segnala già le patologie esistenti. Spesso, però, è proprio dai controlli e dagli esami richiesti nei primi incontri in ospedale che emergono le malattie come i rialzi della pressione arteriosa o il diabete. In tutti questi casi, la donna viene definita “paziente a rischio” e presa in carico dall’ambulatorio della gravidanza patologica, collocato sempre all’ottagono, i cui giorni di ricevimento sono il lunedì e il giovedì. Il personale di questo servizio, però, è presente, se necessario, anche il sabato e la domenica dato che monitoraggi e controlli sono a cadenza anche quotidiana in situazioni particolarmente severe.

Responsabile dell’ambulatorio della gravidanza patologica della clinica ostetrica è la dottoressa Antonella Cromi : « I casi di gravidanze patologiche sono in crescita – spiega il professor Fabio Ghezzi direttore della clinica ostetrica e ginecologica del Del Ponte – La causa si deve cercare innanzitutto nell’età della madre che è in costante aumento. Per questo abbiamo dedicato un’equipe di specialisti. Il campo è molto vasto e ha bisogno di una formazione continua. I nostri specialisti lavorano in team con medici specializzati di altre branche della medicina: cardiologia, neurologia, endocrinologia, oncologia. Abbiamo costruito una rete per assistere la donna in gravidanza garantendone le cure con le minori interferenze possibili sulla crescita del feto. Abbiamo pazienti, per esempio, che vengono sottoposte a chemioterapia in corso di gravidanza, cosa impensabile fino a qualche anno fa, con farmaci che non determinano effetti avversi sul feto».

Se non seguite con attenzione, le malattie possono peggiorare durante i nove mesi di attesa: « I rischi sono duplici – spiega il professor Ghezzi – sia per la madre, sia per il bambino che può portarsi dietro le conseguenze per tutta la vita. Ecco perchè noi consigliamo sempre di affidarsi a centri specializzati e a non sottovalutare le potenziali conseguenze di una gestione non specifica di queste gravidanza ».

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Ci sono, inoltre, i casi di gravidanze patologiche legate a problemi di placenta: « Se ci accorgiamo che la placenta non funziona più come dovrebbe, allora scatta immediatamente l’assistenza costante: ci possono essere monitoraggi quotidiani del piccolo per vedere se e come cresce. Se i problemi insorgono precocemente, i monitoraggi diventano assidui per controllare che il bimbo continui a maturare nel grembo materno, finchè possibile ed evitare  le conseguenze di parti pretermine a bassissima epoca gestazionale. Sono casi limite anche perchè la morbilità neurologica in questi casi è elevatissima».

Dall’ambulatorio della gravidanza patologica sono seguiti anche i parti gemellari e plurigemellari: ogni anno, al Del Ponte si registrano almeno 100 parti gemellari o plurigemellari. « L’ospedale Del Ponte è un centro di terzo livello, il che vuol dire che ci vengono inviati i casi a rischio da tutta la provincia».

Questo dato va a incidere anche sulla percentuale di tagli cesarei effettuato: mentre tra le gravidanze fisiologiche il tasso di nascite chirurgiche è del 6,6%, tra i parti pretermine, cioè prima della trentasettesima settimana, sale al 41,5% perché qua si concentrano i casi più complicati e molte “gravidanze a rischio”.

La Redazione di FIV Italia Blog; tratto da Varese News

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