Più indizi non verbali migliorano il vocabolario dei bambini

mother and kid boy role-playing together indoor

La ricchezza del vocabolario dei bambini in età prescolare non è determinata solo dal numero di parole a cui sono esposti mentre iniziano a parlare ma anche da un fattore finora trascurato: gli indizi non verbali che consentono loro di legare le parole all’ambiente visivo. Lo dimostra una nuova ricerca sperimentale che dimostra che a contare è anche la qualità degli scambi verbali con gli adulti e non solo la loro quantità

La ricchezza del vocabolario dei bambini in età prescolare e la rapidità con cui imparano nuove parole variano enormemente da soggetto a soggetto, e numerose ricerche di psicologia evolutiva hanno cercato di capire il perché. Ora un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” a firma di un gruppo di ricercatori dell’Università di Chicago e della Drexel University a Philadelphia sottolinea l’importanza di un aspetto finora trascurato: la qualità degli indizi non verbali che i genitori o più in generale gli adulti sono in grado di offrire ai piccoli che iniziano a parlare. Ciò significa in altre parole che non conta soltanto la quantità di input verbali in cui i bambini sono immersi, ma anche quanti e quali riferimenti visivi presenti nell’ambiente riescono ad associare alle parole.

“Il vocabolario prescolare è uno dei maggiori predittori del successivo successo scolastico”, ha spiegato Erica Cartmill, primo autore dell’articolo apparso su PNAS. “Occorre perciò prestare la massima attenzione ai fattori che possono influenzarlo”.

Per arrivare a questa conclusione, gli autori hanno registrato quotidianamente le interazioni tra 50 adulti che si occupavano di bambini, per la maggior parte madri, e i loro piccoli di età tra 14 e 18 mesi. Il campione comprendeva soggetti di tutte le estrazioni sociali ed era quindi rappresentativo della popolazione generale.

Più indizi non verbali migliorano il vocabolario dei bambiniil vocabolario dei bambini in età prescolare è fortemente variabile e dipende dalla qualità e dalla quantità degli scambi verbali avuti con gli adulti negli anni precedenti.

In una fase successiva, i ricercatori hanno mostrato le registrazioni filmate a un altro gruppo indipendente dal primo, costituito da 218 soggetti adulti, che avevano il compito di indovinare, basandosi sugli elementi visivi presenti nel contesto, a che cosa si riferisse l’adulto del filmato quando l’audio era coperto da un “bip”. Le risposte di questo gruppo indipendente rappresentavano un indice della qualità degli indizi non verbali forniti al bambino.

Dall’analisi dei risultati, sono emerse differenze significative nel comportamento degli adulti che si occupavano dei bambini, che fornivano indizi non verbali per una percentuale del tempo trascorso con i piccoli variabile tra il 5 e il 38 per cento. Questa variabilità è risultata correlata con l’ampiezza del vocabolario acquisito dai bambini tre anni dopo. Più precisamente, i piccoli esposti a una maggiore quantità di stimoli non verbali, che concorrono a determinare una maggiore qualità dello scambio verbale, erano statisticamente quelli con un vocabolario più ricco. La correlazione è risultata significativa anche controllando i dati relativi alla quantità delle parole utilizzate, che pure è risultato un fattore significativo.

In definitiva, sia il numero di parole pronunciate parlando con i bambini sia il modo in cui vengono forniti input non verbali concorrono a formare il vocabolario, ma sono due fattori tra loro indipendenti.

Dallo studio sono emerse anche interessanti indicazioni sulle differenze socioeconomiche del campione. “Ciò che è risultato sorprendente è che il livello socioeconomico non aveva alcuna influenza sulla qualità degli input non verbali, influenza che invece è evidente per la quantità delle parole utilizzate: i soggetti di più alta estrazione sociale sono maggiormente portati a parlare di più ai bambini”, sottolineano gli autori.

Tratto per voi dalla Redazione di FIV Italia Blog da le scienze

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