Il buon matematico si riconosce da lattante

little Einstein

La capacità di distinguere a colpo d’occhio, sia pure in modo approssimativo, la numerosità di diversi gruppi di oggetti, è presente fin dai primissimi mesi di vita, e quanto più è spiccata tanto migliore è la successiva capacità dei bambini di impadronirsi e utilizzare i concetti di base della matematica

Il senso intuitivo e preverbale della quantità nella primissima infanzia è predittivo sia del senso non simbolico di numero sia dell’abilità matematica simbolica esibita negli anni successivi. E’ la conclusione a cui è giunta una ricerca condotta da psicologi della Duke University a Durham e della Johns Hopkins University a Baltimora, che firmano un articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

E’ indubbio che l’educazione e l’ambiente siano fattori di prima grandezza nel incoraggiare e plasmare le abilità matematiche, ma è ancora oggetto di dibatto se e quanto la capacità unicamente umana di sviluppare e manipolare concetti matematici astratti sia influenzata da abilità numeriche di base presenti fin dalla prima infanzia.

Queste abilità sono rappresentate da quel senso della numerosità, filogeneticamente molto antico e presente anche negli animali, che permette di valutare a colpo d’occhio che una fila di cinque alberi, per esempio, è più numerosa di una di tre, e per il quale non serve conoscere il nome dei numeri né alcuna loro rappresentazione simbolica.

I ricercatori hanno preso in esame un gruppo di 48 bambini di sei mesi di età per misurare l’acutezza del loro senso preverbale del numero. A questo scopo hanno usato un metodo standard che consiste nel mostrare una serie di immagini che riproducono un numero variabile di grossi punti e registrare per quanto tempo lo sguardo del piccolo si sofferma su ciascuna di esse.

Le immagini nuove sorprendono e inducono a fissarle per un tempo maggiore di quello dedicato a immagini note. Se un’immagine con cinque punti viene fissata più a lungo (quindi trattata come nuova) dopo una serie di immagini con quattro punti, questo indica che il piccolo è in grado di distinguere fra quattro e cinque.

matematics

(Cortesia Melissa Libertus/PNAS)

Tre anni dopo questo test, lo stesso gruppo di bambini è stato sottoposto a nuovi test per valutarne la capacità matematica simbolica, la padronamnza dei nomi dei numeri, il senso numerico primitivo, e l’intelligenza generale.

L’analisi dei risultati ha confermato che una maggiore acutezza del senso del numero preverbale manifestato a sei mesi di età corrispondeva a una maggiore padronanza e capacità di manipolazione dei numeri a tre anni, indipendentemente dal livello di intelligenza generale. Secondo i ricercatori, questo suggerisce che il senso della numerosità già presente nella primissima infanzia rappresenta un importante “mattone” per la costruzione delle successive capacità matematiche.

Tratto per voi dalla Redazione di FIV Italia Blog da http://www.lescienze.it

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