Quando il figlio non arriva.

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Il bisogno di avere un figlio è un bisogno complesso, fatto di pulsioni, desideri, immagini, storia personale e collettiva, condizionamenti familiari e sociali. Quando il figlio non arriva la coppia si sente arida, fredda, incapace di portare a compimento il progetto genitoriale, che in genere fa parte del proprio patto di coppia.

La coppia eterosessuale prevede infatti la possibilità di generare, di dare vita ad un altro essere umano, che nasca dalla relazione (fisica e psichica) tra l’uomo e la donna. Un figlio non è una persona qualsiasi: è quello che più di tutte le altre persone somiglia ai suoi genitori, in quanto porta in sé gli elementi del loro patrimonio genetico, culturale, sociale.

La mancanza di un figlio può incidere fortemente sulla felicità dei due aspiranti genitori: sui loro interessi personali, sul loro equilibrio psico-fisico, sulla loro appartenenza ad una rete di relazioni.

Quando un figlio non arriva la prima cosa da fare è cercare di essere informati.

Oggi vi propongo dunque la risposta alle domande più frequenti che mi sento fare dai pazienti quando chiedono una consulenza per un problema di infertilità. Sull’argomento comunque torneremo spesso, perché conoscere il problema significa trovare soluzioni adeguate e tempestive, senza lasciarsi andare al pessimismo e alla depressione.

Cosa cambia nella vita sessuale della coppia infertile?

Quando il tanto desiderato figlio non arriva, sia gli uomini che le donne con problemi di infertilità possono soffrire di stati ansiosi e stress, i quali si ripercuotono poi anche nella vita sessuale. Il sesso tende infatti a perdere la sua spontaneità e diventa un compito da svolgere in giorni fissi (quelli dell’ovulazione). Inoltre, la vita sessuale della coppia infertile non è più un fatto privato, ma qualcosa da condividere con molte altre persone, specialmente se ci si rivolge ad un Centro per la fecondazione assistita. Ovviamente, quando si intraprende un percorso di questo genere i membri della coppia dovrebbero essere ben consapevoli che il loro rapporto sessuale potrebbe subire molti scossoni e che la passione potrebbe notevolmente affievolirsi.

C’è un collegamento fra fertilità e stress?

Il collegamento fra fertilità e stress non è ancora del tutto chiaro: molti studiosi negano che vi sia tale evidenza, ma il fatto che numerose coppie infertili riescano a raggiungere il loro obiettivo proprio quando sono più rilassate e rassegnate a vivere senza figli o con un figlio adottivo, sta a dimostrare che anche i fattori psicologici giocano un ruolo importante.

Cosa dice in proposito la ricerca scientifica?

Ce ne sono diverse e dai risultati contrastanti. Personalmente sono rimasta molto colpita da una ricerca pubblicata nella rivista specializzata Fertility and Sterility nel 2005, nella quale alcuni esperti della Università di California, a San Diego, dimostrarono che il trattamento dello stress è un fattore particolarmente importante nel successo delle cure per l’infertilità, ivi inclusa la fertilizzazione in vitro. In questa ricerca si osservò che le donne maggiormente stressate avevano avuto l’ovulazione il 20% delle volte in meno, rispetto ad un campione di donne non stressate. Inoltre, fra le donne che avevano ovulato, le più stressate avevano avuto il 20% in meno delle possibilità di successo per la fecondazione dell’ovulo.

Quanto incidono i trattamenti specifici per la risoluzione del problema?

Se il figlio non arriva, si stima che le cure mediche possano risolvere 6-7 casi su dieci, il che significa però che per 3-4 coppie ogni dieci i trattamenti non avranno successo e che probabilmente le ragioni della loro infertilità resteranno sconosciute. Dal punto di vista psicologico sono riportati in letteratura numerosi casi di soluzione di un problema di sterilità attraverso la psicoterapia e/o  l’apprendimento di una tecnica di rilassamento. Nella mia esperienza clinica ho avuto casi di donne che sono rimaste incinte durante la psicoterapia, perfino in donne che erano arrivate in studio dopo il fallimento delle tecniche di fecondazione assistita. Questi successi terapeutici sono stati e sono, dal punto di vista professionale, le esperienze per me più emozionanti e coinvolgenti.

Oltre alle cure mediche, cosa si può fare?

E’ stato osservato che molti altri metodi possono aiutare a risolvere il problema. Ad esempio l’agopuntura: in una ricerca fra due gruppi di donne infertili (uno che seguiva un trattamento di agopuntura ed uno che non lo seguiva), l’agopuntura ha fatto balzare la percentuale dei successi al 42.5% in confronto al 26.3% del gruppo di controllo. Forse non è l’agopuntura in sé a ridurre lo stress e a migliorare le condizioni psicobiologiche dell’organismo, predisponendolo alla fecondità, ma è possibile che essa agisca come effetto placebo, riducendo lo stress. Lo stesso risultato si sarebbe potuto probabilmente ottenere con il rilassamento, lo yoga, i massaggi, ecc. L’importante è imparare a rilassarsi, ma non allo scopo di rimanere più facilmente incinte: lo si deve fare per stare bene, per godersi la vita, perché dà piacere, perché migliora la salute… Ed anche perché è qualcosa che non è controindicato, in vista di una possibile gravidanza.

Nella coppia, è bene parlare del problema?

A livello di coppia è bene parlare di questo problema, ma senza eccedere, per non amplificarlo e per non farlo diventare un’ossessione. Un’idea potrebbe essere quella di parlarne per un tempo massimo stabilito, ad esempio 15 minuti al giorno (senza mai cumulare il tempo non utilizzato). Non è detto inoltre che entrambi i partner reagiscano allo stress nello stesso modo: c’è chi si deprime, chi invece cerca nuove abitudini e nuove soluzioni, a volte anche eccedendo (ad esempio nello sport, nell’impegno lavorativo, nelle relazioni sociali, ecc.). L’importante è che i due membri della coppia riescano ad essere tolleranti nei confronti dell’altro/a, che non pensino che ad essere stressati siano solamente loro, mentre il partner è insensibile al problema. Ciascuno reagisce a questa situazione a proprio modo: ciò che importa maggiormente è essere chiari con il/la partner nell’esprimere come si desidera che venga trattato il problema di coppia, e soprattutto con chi parlarne all’esterno (medici, psicologi, parenti, amici, ecc.).

Quando il problema diventa più difficile da sostenere?

Uno dei momenti peggiori per la coppia infertile sono le riunioni familiari e, fra queste, il Natale: stare insieme ai parenti, ai nipotini, sentire le pressioni e le aspettative dei congiunti, sia quando ne parlano apertamente, sia quando evitano di parlarne, è particolarmente stressante.

La cosa migliore da fare è dunque trovare un giusto equilibrio, sia nel limitare il tempo dedicato a queste stressanti riunioni familiari, sia nella possibilità di mantenere rapporti comunque saldi di vicinanza e di frequentazione con il proprio nucleo familiare.

Può accadere che una persona posta di fronte a tante difficoltà, non desideri più avere un figlio?

Va detto che non tutti, nella vita, sentono il desiderio di diventare genitori e che diventarlo non è un obbligo. Sicuramente non voler essere genitori non è una colpa. L’importante è che questa non sia una facile scappatoia nei confronti delle difficoltà di procreazione della coppia, perché in questo caso una decisione del genere lascerebbe una ferita che poi difficilmente potrebbe essere rimarginata.

L’infertilità di coppia è dovuta più agli uomini o alle donne?

Le donne non dovrebbero colpevolizzarsi per prime: l’infertilità è un problema della donna solamente nel 35% dei casi (nel 35% dei casi è un problema dell’uomo, nel 20% dei casi è un problema della coppia, mentre il rimanente 10% rimane inspiegabile). Per questo è essenziale che entrambi i partner si attivino per una visita medica e per sottoporsi agli specifici test: in genere è sempre la donna a fare il primo passo, perché è su di lei che ricadono, quasi automaticamente, i dubbi e le perplessità. Come si è detto, questi atavici sospetti sono del tutto ingiustificati ed è dunque importante coinvolgere il partner in modo attivo per la ricerca delle cause e per l’eventuale terapia.

Adottare un figlio favorisce la fecondazione?

Sull’infertilità ci sono molti miti da sfatare: ad esempio quello che ricorrendo all’adozione sia più facile rimanere incinte. E’ possibile che il sentirsi più rilassate dopo un’adozione possa migliorare le possibilità di gravidanza, ma va anche detto che in questi casi ci ricordiamo sempre più facilmente del caso della donna che è rimasta incinta dopo aver adottato un bambino, piuttosto che delle tante che hanno adottato un figlio e che poi non sono poi rimaste incinte.

Il raggiungimento dell’orgasmo favorisce la fecondazione?

L’infertilità è una condizione medica, non un disturbo sessuale: il raggiungimento dell’orgasmo da parte della donna durante il rapporto sessuale non predispone il corpo femminile ad una più facile fecondazione. Si tratta di una credenza diffusa, ma priva di fondamenti scientifici.

L’infertilità può produrre disturbi psicologici?

Un problema di infertilità può facilmente portare verso la depressione, perché mina l’autostima della persona e, specialmente per quanto riguarda la donna, la propria identità personale. L’importante è non chiudersi nel silenzio, non isolarsi socialmente: ci si può confidare con un’amica, parlarne con uno psicologo, aderire ad una associazione o a un gruppo di supporto.

L’importante è sapere soprattutto che, molto spesso,la realtà (successi terapeutici o eventi naturali) è migliore delle fantasie e degli incubi che ci si auto-procura per eccessiva ruminazione del pensiero sull’argomento, oltre che per mancanza di informazioni e di confronti con gli altri.

Dssa Giuliana Proietti

Tratto per voi dal blog di Donna Moderna.

Noi invitiamo le donne e gli uomini che desiderano avere un figlio, di non abbattersi, anche  davanti ad evidenti dati di infertilità. La scienza in questi anni è andata molto avanti; soprattutto nel campo della fecondazione assistita. Quello che poco più di una decina d’anni fa, nel campo della procreazione assistita, era un vero miraggio, oggi è una realtà spesso anch’essa superata.

Non esitate a scriverci o contattarci per qualsiasi necessità di informazione su qualsiasi trattamento della  Fecondazione assistita; saremo felice di rispondervi. In bocca al lupo a tutti!

La redazione di FIV Italia Blog

Scrivete a: italia@fivmarbella.com

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