LA “PESTE” ROSA

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Sopraffatta dalla crescente ‘pinkificazione’ culturale della cultura femminile, Becky Howard ci racconta dei suoi tentativi “disperati” per schermare la figlia dalla ridicola “peste rosa”; i suoi tentativi includono l’occultamento di giocattoli rosa e l’utilizzo di pannolini blu da ragazzo per la sua piccola bimba.

LA “PINKIZZAZZIONE” È UN FENOMENO MODERNO

Questo vecchio annuncio Lego sta facendo il giro del mondo su Facebook.

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La vecchia foto pubblicitaria mostra una bambina in scarpe da ginnastica, jeans e una T-shirt a righe blu, con una creazione Lego multicolore tra le mani. Lo slogan dice: ‘Cos’è questa? È bellezza’. Questa è una pubblicità degli anni ’70, prima che la LEGO, come ha fatto fin dai primi anni ’80, iniziasse a commercializzazione quasi esclusivamente costruzioni per i ragazzi.

Ora, nel 2013, la gamma dei giochi AMICI LEGO indirizzati alle bambine ha un brand rosa e viola ed offre alla nuova generazione di piccole donne la chance di costruire un caffè; un salone di bellezza per cani o un palcoscenico all’aperto per cinque bobble-headed glamour delle amiche Lego. Questo è solo un esempio dell’ormai onnipresente pinkizzazione delle giovani donne.

Sinceramente, io sono cresciuta negli anni ’80, e penso che le cose siano cambiate drammaticamente da allora; certamente in peggio. Forse tutte noi abbiamo giocato con le bambole; io giocavo con Sindy, ma Sindy non viveva a “Heartlake City” (il quartiere “rosa” della Lego) dove l’attrazione principale è lo shopping! Grazie ancora, Lego Friends!

Ora, mia figlia di due anni e mezzo sta crescendo in una cultura dove le generazioni sono stereotipate, e il “significato” dal colore rosa sta infettando ogni fase della sua vita.

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Come molte madri di bambine, inizialmente avevo guardato alla commercializzazione dei prodotti per bambine in modo sprezzante, ma avrei mai immaginato che fossimo arrivati a questo!   Ho già avuto un figlio, che da bambino giocava felicemente sia con il servizio del thè che con i trenini. Ma siccome mia figlia sta crescendo sommersa dalla comunicazione pubblicitaria, da programmi televisivi, da regali e storie con messaggi che parlano esclusivamente di ‘principesse’, l’insidiosa pinkizzazione ha creato un danno, e ora lei è fissata col colore rosa.   I pigiami per le bambine sono disponibili solo in rosa, illustrati con principesse Disney ( o altre principesse). Tutte le bambine giocattolo hanno il bambolotto rosa che dorme in letti a baldacchino rosa. I vestiti delle bambine nei supermercati e/o dai rivenditori di alta moda sono un mare di rosa. Piatti e ciotole per le bambine piccole sono bordati con cuori rosa. Tutti chiamano la mia bambina ‘principessa’ e anche il dentista le ha regalato delle figurine rosa. Gli spot televisivi destinati a lei mostrano bambine che indossano vestiti rosa, scarpe luccicanti e truccate con ombretto e lucidalabbra.

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PRINCIPESSE ROSA

Altre mamme mi raccontano la stessa storia.  Una collega giornalista, Karen Attwood, racconta che a sua figlia Yasmin, di quasi tre anni, sono stati portati un sacco di doni rosa durante la terapia per la leucemia: “Per lei è stata acquistata un sacco di roba rosa da principessa, anche un infermiera ha acquistato per lei un paio di scarpe rosa con i tacchi alti“.   Evie, la figlia di quattro anni della designer di abbigliamento di marca Karen Dunn, si rifiuta di giocare con i giochi standard della Lego, fissandosi sul fatto che lei può utilizzare solo la gamma Lego Friends rosa, quella pensata esclusivamente per le bambine.  Mariette, di quattro anni, figlia della “ mamma a tempo pieno” Juliette Cheung, è ossessionata dal colore rosa. Questa mattina le ho chiesto perché fosse il suo colore preferito e lei mi ha parlato di una serie di principesse Disney, di fasce per capelli, di riviste per bambine e vestitini”.

Ma perché è importante? Che male può fare realmente? In realtà, un bel po ‘.  La dottoressa Laura Nelson è una felice esperta di stereotipi di genere. Dopo un dottorato di ricerca in neuro-scienze, ha valutato se ci fossero differenze comportamentali naturali tra uomini e donne. “Ciò che ho concluso attraverso le mie ricerche è che non vi è alcuna prova certa che le differenze di comportamenti siano naturali, piuttosto, ciò che risulta avere un’influenza potente è il modo in cui usiamo plasmare il nostro cervello, attraverso le pressioni sociali e l’assorbimento di stereotipi di genere“.

Così, quando nel 2011 è entrata nel negozio di giocattoli Hamleys di Londra, e ha trovato i giocattoli divisi in reparti per bambini e per bambine, ha visto cosa concretamente simboleggia il senso di tutte le sue ricerche: “L‘esempio perfetto di come condizionano i nostri figli fin dalla giovane età, e di come li abituiamo a sentirsi diversi a causa del loro sesso“.

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La sua vittoriosa campagna per rimuovere quell’etichettatura ha acceso una luce sui messaggi dannosi perpetrati dalla cultura rosa. “I rischi di un bombardamento costante di messaggi stereotipati stanno nel fatto che i bambini possano credere a questi messaggi , e identificare sé stessi attraverso di essi” – spiega la Nelson – “per esempio, le bambine possono desumere da questi messaggi di essere tenute a costruire da sole tutto il “lavoro emotivo” nei rapporti con l’altro sesso; e che per loro natura le donne siano meno in grado di assumersi dei rischi e dei ruoli di leadership.

Il messaggio rosa mi riguarda in prima persona perché influenzerà la mia figlia, dice la Nelson. Io non voglio che lei pensi che il suo ruolo sociale le richieda di doversi interessare a gioielli, vestiti e allo shopping, se lei non vuole essere interessata.

IL MESSAGGIO ROSA È TERRIFICANTE

Karen Attwood è d’accordo: “Le bambine sono costrette a identificarsi con il colore rosa, con cui vengono colorati i loro giocattoli, che sono cose come dress-up, make-up; alle bambine viene venduto il “tutto pur di essere bella”, ma esiste niente che le incoraggi ad essere forti, indipendenti o intelligenti. Questo è terrificante.

Articolo di Becky Howard, tratto da THE TELEGRAPH e tradotto per voi dalla REDAZIONE DI FIV MARBELLA

P.S. Noi della redazione di FIV MARBELLA abbiamo notato che le bambine non si stanno solo “pinkizzando”, ma anche “velinizzando”. Attente mamme,

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